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Nesic porta la buona nuova: Rabadzhieva presto alla Zoppas
| La schiacciatrice bulgara arriverà a Conegliano per l'amichevole di mercoledì 29 contro Verona |
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Dobi, ragazza all'attacco

Il talento bulgaro Rabadzhieva mura le pressioni dell'A1 e punta dritto il suo obiettivo: “In Italia per crescere e vincere anche nei playoff”.
Dobriana Rabadhzieva è ancora sconosciuta al pubblico italiano, ma è una delle più talentuose giovani pallavoliste europee. “Dobi” è nata in Bulgaria 19 anni fa. Ha passato le sue prime stagioni agonistiche nel CSKA Sofia per venire ora a Conegliano, a seguito di Dragan Nesic, suo coach nella nazionale bulgara.
Perché ha deciso di venire a Conegliano?
“Sono venuta soprattutto per Dragan. E' un buon allenatore, lo conosco già bene dalla nazionale e può aiutarmi a crescere ulteriormente. E' già stato importante nel mio percorso di crescita come giocatrice e può esserlo ancora di più”.
Comunque desiderava venire in Italia, perché?
“Perché il campionato è di alto livello. Può permettermi di migliorare e di giocare al fianco, o contro, grandissime campionesse che fino a qualche mese fa potevo solo guardare in TV. Poi, cosa non da poco, la gente in Italia ama la pallavolo”.
Cosa si attende da questa avventura a Conegliano?
“Mi aspetto che giocheremo bene e che riusciremo a giocarci le nostre chance ai playoff, puntando alle semifinali. Quello sarebbe un risultato che mi lascerebbe soddisfatta per questa prima annata italiana”.
Il pubblico ha atteso con ansia la conferma del suo ingaggio e si sono create molte aspettative. Questo le crea pressione o lo gestisce senza problemi?
“Non mi sento addosso una particolare pressione. Per quanto mi riguarda so che darò il meglio, o almeno ci proverò e farò di tutto per essere all'altezza delle aspettative”.
Come si definirebbe?
“Io non lo so come mi definirei, ma gli altri dicono che sono forte e che non mi arrendo mai”.
Cosa l'ha portata a fare pallavolo?
“Mio fratello, perché anche lui gioca. Abbiamo un ottimo rapporto. Tanto che, per gestire la tensione prepartita, oltre ad ascoltare musica, ho bisogno di parlare con lui”.
Quale giocatrice le è servita da modello?
“Carolina Costagrande”.
La sua carriera è appena iniziata, ma ha già dei momenti che ricorda con piacere?
“Sì, senza dubbio. Il quarto posto ai mondiali juniores del 2009 è il momento più bello della mia carriera fino a questo momento. A quel torneo lego anche il momento che mi piace ricordare di meno, la sconfitta in semifinale nella quale io non giocai bene. Però se devo pensare a una partita in particolare come la mia preferita, allora dico la vittoria in Turchia con le padrone di casa nella semifinale di European League 2010”.
Il sogno?
“Giocare l'Olimpiade”.
Per concludere, Dobriana Rabadzhieva ha un motto personale?
“Sì, una frase che è scritta sullo stadio Vasil Levski di Sofia: Un uomo è completo solo quando gioca”.
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